Gilda degli Insegnanti
della provincia di Bologna

Federazione Gilda-UNAMS

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Assemblea Sindacale del Distretto/Conferenza n. 7

 tenutasi presso l’Istituto "Fantini" di Vergato il 22 marzo 2010

 

Con il presente documento il personale docente e non docente del Distretto/Conferenza n. 7, riunitosi in assemblea sindacale in data 22 marzo 2010, presso l’Istituto “Fantini” di Vergato, intende evidenziare che i recenti provvedimenti legislativi, ora in via di pubblicazione:

·         riducono drasticamente l'offerta formativa in un’ottica di tagli non supportata da alcuna valenza formativa;

A fronte di ambiziosi obiettivi culturali, educativi e professionali si pone: la riduzione del tempo scuola; la riduzione delle discipline; l’abbassamento dell’obbligo di istruzione; la compressione delle compresenze di docente teorico e docente tecnico-pratico; la riduzione delle ore di laboratorio, la contrazione delle sperimentazioni.

Significativa l'inesistenza di qualsiasi dibattito pedagogico e culturale sullo statuto epistemologico delle singole discipline e del loro insegnamento e sugli assi culturali attorno ai quali fare ruotare la formazione dei giovani nonostante il pesante intervento sull’orario di alcune (ancora ignote) materie.

·         comprimono e privano di significato l’autonomia scolastica;

I nuovi indirizzi vengono assegnati in modo “automatico” dal MIUR (così come previsto ad esempio dall’art. 13 c. 5 dello schema di regolamento di revisione dei licei, approvato dal CdM il 04/02/10) senza che gli organi scolastici abbiano potuto presentare all’USR e alla Regione le loro motivate proposte.

·         mortificano e marginalizzano il ruolo e la funzione delle istituzioni scolastiche;

L’invasione delle competenze sulla definizione del piano dell’offerta formativa territoriale, che attengono alla provincia e alla Regione, mettono in discussione il necessario legame fra la scuola e l’ambito sociale in cui opera. Nello specifico:

·        Peculiarità Scuole di Montagna

Ciò appare tanto meno condivisibile laddove le caratteristiche e peculiarità territoriali sono più manifeste, come nelle scuole di montagna. La loro offerta formativa non può essere decisa altrove: Provincia, Regione e Stato devono prima ascoltare le scuole e poi deliberare conseguentemente.

 
·      Impediscono la gestione amministrativa degli istituti scolastici attraverso i tagli al finanziamento e il congelamento delle erogazioni di fondi dovuti.

Le Istituzioni Scolastiche del territorio del Distretto hanno dovuto sopperire con risorse destinate inizialmente ad altro, creando così ulteriori disagi nella organizzazione e nel funzionamento dei singoli Istituti.

·         Incidono pesantemente sull’organico del personale scuola;

con la creazione di soprannumerari tra il personale di ruolo e l’espulsione del personale precario dopo anni di lavoro e formazione, con gravi conseguenze sotto il profilo della continuità didattica e dell’apprendimento.

Tutto ciò premesso, considerato che:

·                emergono punti di continuità tra le rivendicazioni del personale scuola e la protesta attuata dal movimento degli studenti. Si rende pertanto opportuno rilevarne interessi e prospettive comuni e trovare ampie intese per concordare le linee da seguire;

l’Assemblea decide

di dare il via ad una campagna di informazione e di protesta:

  1. Invitando i genitori a delle assemblee aperte per spiegare le ragioni della protesta e informarli della situazione finanziaria;
  2. Invitando i Collegi Docenti delle varie scuole a non compiere alcun atto applicativo della cd. Riforma finché essa non sarà Legge a tutti gli effetti;
  3. Invitando studenti, genitori e personale della scuola del Distretto/Conferenza n. 7 a costituirsi in coordinamento unitario permanente per l’organizzazione di ulteriori iniziative;
  4. Invitando il Distretto/Conferenza n. 7, la Provincia di Bologna e la Regione Emilia Romagna a presentare ricorso contro l’invasione delle competenze in materia di programmazione territoriale dell’offerta formativa;
  5. Inviando tale documento agli altri Istituti della Regione, al Dirigente dell’USR, al Presidente della Provincia e della Regione, nonché agli organi di stampa.
  6. Impegnando le OO.SS. della Scuola presenti e quelle disponibili, a promuovere altri incontri di carattere provinciale, per rilanciare la questione “emergenza scuola”.
  7. Viene altresì presentato uno “SCHEMA MOZIONE CONTRO L’ILLEGITTIMA APPLICAZIONE DELLA RIFORMA”, che si allega per presa d’atto.

Si tratta di punti essenziali che possono rappresentare, pragmaticamente, l'avvio di un dibattito nella realtà scolastica del nostro Distretto/Conferenza ma anche svolgere la funzione di prima piattaforma d'incontro e di confronto con gli altri istituti della scuola secondaria superiore, per giungere ad un'assemblea provinciale che si assuma la responsabilità di portare all’attenzione del Ministero le osservazioni critiche che la scuola stessa sarà in grado di formulare.

Vergato, il 22.3.2010

Approvato all'unanimità